“La bella gente”

La nuova stagione cinematografica è iniziata, e trovo di ottimo auspicio che sia partita con l’uscita di due film italiani d’autore: “La bella gente”, e “Un posto bellissimo”. Mi pare il minimo salutare con il dovuto entusiasmo questo avvenimento, dal momento che continuo a credere fermamente che il cinema d’autore sia la forma più autentica della settima arte, in particolare in questo momento storico in cui la società, omologata ed addirittura abituata al brutto, ha perduto un’idea lucida di distinzione tra cinema ed intrattenimento.
Su quello che ho appena detto credo che potrei scrivere a lungo, ma appunto in questo sede è mia intenzione essere breve, quindi vengo subito al primo dei due film sopra citati.
“La bella gente” è il secondo lungometraggio girato da Ivano Di Matteo, un regista che trovo obiettivamente molto prezioso appunto perché sta dimostrando di intendere continuare a produrre il genere di cinema che è primariamente degno di chiamarsi tale, quello che guarda alla ricostruzione della naturalezza della realtà. “La bella gente” ha avuto delle vicissitudine distributive a dir poco pazzesche; è stato girato nel 2009 e solo giovedì è uscito in sala, un’autentica liberazione per il suo autore che ha lottato anni per arrivare a questo risultato.

Il merito maggiore del film si trova nel modo con cui il regista ha saputo dirigere gli attori (una squadra di interpreti affiatata e ben amalgamata) e nella forza drammaturgica della sceneggiatura, davvero un’ottimo script. Il film  narra dei buoni propositi ma anche dell’innata ipocrisia che cova nella borghesia di oggi, e quindi in noi stessi. Non è difficile infatti ritrovarsi nei comportamenti dei protagonisti, ed è inevitabile mettersi in loro nel momento in cui si pongono le domande che li porteranno ad agire in un certo modo agli eventi a cui si trovano di fronte, dando agli stessi un corso che poi muterà duramente le sorti delle persone che li subiranno. Il lavoro  lascia decisamente il segno, non solo fa riflettere ma porta ad un esame di coscienza della nostra vita, quasi ad un training, e mi pare indubbio che opere che riescono a fare questo si confermano la migliore forma d’arte possibile.

Ivano De Matteo è un autore molto importante appunto perché la sua poetica si rivela estremamente coerente, curata e approfondita: “La bella gente” infatti, in particolare per le questioni sopra trattate, ha molti punti in comune con “I nostri ragazzi”, l’ultimo film che De Matteo ha portato in sala; anche nell’occasione del film che ha per protagonisti Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio e Barbara Bobulova,  lo spettatore è spinto a situarsi direttamente nel film ponendosi gli stessi quesiti dei protagonisti e rivedendosi in alcuni di essi.

All’inizio di questa ANALISI, (sembra che finalmente ho trovato la parola giusta riguardo queste MIE NON RECENSIONI), avevo parlato di ottimo auspicio, e a maggior ragione se ne può parlare adesso che il film di De Matteo è andato bene al botteghino tanto che le copie in circolazione sono addirittura aumentate, da 31 a 45 (evento veramente raro!).

Un piccolo miracolo che non può che portarci a dire che il lavoro del regista-autore può essere ancora spinto a livello commerciale, così da essere utile ad un numero sempre maggiore di spettatori che, lasciati cadere gli stupidi pregiudizi, tornano ad avere voglia di cinema vero, di film che permettano loro di rivedersi, emozionarsi e magari mettersi in discussione così da cambiarsi in meglio.

Giovanni Galletta